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La Frutta di Stagione

Fragole Pere Ciliege
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Fragole

Avete mai contato i semi che ricoprono la polpa esterna di una fragola ? Se non lo avete mai fatto allora vi diciamo che ci sono più di 200 piccoli semi solo in una fragola. La fragola nasce più di 2200 anni fa, proprio in ITALIA, dove cresceva allo stato selvatico già nel 200 A.C. Le fragole vengono raccolte al loro punto di maturazione per cui NON è necessario maturarle dopo la raccolta. Un consiglio che vi diamo è quello di comprare fragole profumate, di colore rosso chiaro e lucente e con un gambo verde fresco. Riponete le fragole in frigorifero e NON lavatele se non nel momento in cui decidete di mangiarle. Solo allora lavatele, ma con il gambo ancora attaccato. E' importante che le fragole siano a temperatura ambiente per poter essere gustate al meglio, vanno quindi tolte dal frigorifero almeno un'ora prima di essere consumate. Ricordate poi che si tratta di un frutto molto delicato e che mantiene la sua bontà solo per pochi giorni quindi da mangiare appena possibile. La fragola è un frutto dolce e succoso per sua natura. Una porzione di fragole contiene il 160 % di vitamina C rispetto al fabbisogno giornaliero del nostro organismo. Inoltre contiene il 16 % di fibre alimentari, 45 calorie e, soprattutto, NON contiene grassi.

Pere

è un frutto ricco di fibre e Vitamina C. Il frutto matura meglio dopo essere stato raccolto. Esistono oltre 3.000 varietà di pere al mondo. Il frutto era conosciuto e mangiato sin dall'età della Pietra. La progenitrice della pera moderna proviene dalle regioni sud-orientali dell'Europa e da quelle occidentali dell'Asia. Una pera ha il 16 % di fibre necessarie al nostro fabbisogno quotidiano. Servono a mantenere basso il colesterolo e aiutano la digestione. Una pera inoltre contiene il 10 % di Vitamina C necessaria ogni giorno al nostro organismo. Come altri frutti, le pere hanno poche calorie e NON contengono grassi, colesterolo e sodio. Le pere che compriamo hanno spesso bisogno di essere maturate. Vi consigliamo di acquistare frutti duri e non macchiati. Le pere si ammaccano facilmente, per cui è necessario maneggiarle con cura ! Potete accelerare il processo di maturazione mettendo le pere in un sacchetto di carta marrone a temperatura ambiente. In un lasso di tempo dai 2 ai 5 giorni le pere saranno pronte per essere mangiate. Perché usare un sacchetto di carta marrone ? Mentre le pere stanno maturando esse producono etilene, un gas naturale che è anche un ormone naturale per la maturazione. Un sacchetto non chiuso mantiene l'etilene vicino alla frutta e aiuta la maturazione. I sacchetti di carta aiutano a prevenire l'avvizzimento perché trattengono l'umidità prodotta dalla frutta durante la maturazione. Anche i sacchetti di plastica servono ugualmente allo scopo, ma accelerano TROPPO il processo perché aumentano l'umidità in maniera consistente e di conseguenza possono causare marciume. Il sacchetto di carta è da preferirsi perché permette al frutto di respirare un po' e quindi mantiene "l'ambiente" giusto per la maturazione. Durante la fase della maturazione alcune pere cambiano colore, altre no, quindi vi spieghiamo come controllare lo stadio di maturazione dei frutti: premete dolcemente con il pollice sulla parte superiore della PERA vicino al picciolo: i frutti leggermente morbidi sono quelli maturi. Importante: le pere sono succose e dolci quando sono mature e mangiate all'istante. Se volete conservare le pere potete metterle in frigorifero e mantenerle per 2 o 5 giorni. Un altro piccolo consiglio: ricordate che le temperature basse rallentano la maturazione mentre quelle alte lo accelerano !

Ciliege

sono un frutto particolarmente prelibato, reperibili solo in un breve periodo dell'anno che va da giugno a fine luglio. In agosto è ancora possibile trovarne, ma la loro qualità non è più eccezionale. Ricchissime di calcio e fosforo, hanno anche buone quantità di ferro e di Vitamina A. Danno medio apporto di zuccheri e proteine e sono consigliate solo in piccole quantità nelle diete ipocaloriche. All'atto della scelta si consiglia di favorire frutti sodi, privi di ammaccature e dal picciulo di un verde vivo e intenso. Il loro periodo di conservazione è limitato, e si consiglia di tenerle in luogo fresco e poco umido, sempre contenute in un sacchetto di carta marrone e mai nella plastica. Sono molto sensibili al freddo è quindi sarebbe bene non conservarle in frigorifero a temperature troppo basse. Una curiosità: qualcuno è convinto che i picciuoli delle ciliegie siano tossici. Niente di più falso. Anzi, contengono tannino e sono ricchi di sali di potassio. Provate a preparare un infuso con 10 gr di picciuoli e 1/4 di acqua bollente. Poi aggiungete un cucchiaino di miele ed otterrete una bevanda disintossicante e diuretica, ottima per le diete dimagranti.

Albicocche

è un frutto che non contiene sodio, colesterolo e grassi, ma è molto ricco di Vitamina A e C. Quando acquistate albicocche vi consigliamo di scegliere dei frutti molto colorati, pieni e con una buona durezza. Sono da evitare quindi frutti che presentano macchie sulla superficie, frutti troppo maturi e troppo colorati. D'altra parte, sono da evitare i frutti troppo verdi. Per maturare bene un albicocca vi consigliamo di tenerla a temperatura ambiente finche il frutto non si presenta morbido al tocco. Se dovete conservare frutta matura è possibile farlo per un massimo di 2 giorni in frigorifero ma a patto di avvolgerla in un sacchetto di plastica e lontano da verdure in genere.

Pesche

sono state coltivate da tempi remoti. Le prime tracce di questo frutto furono trovate in CINA. Sono considerate un simbolo di lunga vita ed immortalità e sono state rappresentate in pitture, decorazioni su porcellana ed anche ricordate in poesie. I semi della pesca furono trasportati in tutto il mondo. Il clima migliore per la loro crescita è quello caldo-temperato. Furono coltivate in Persia e da qui portate in Europa dagli antichi Romani, i quali, credendo che il frutto provenisse da quel Paese, lo chiamarono "prunus persica". Una sola pesca contiene il 10 % di vitamina C rispetto al fabbisogno giornaliero del nostro organismo. Per poter gustare le pesche al meglio è necessario a volte maturarle. Per questo ci permettiamo di consigliarvi, quando le acquistate, di scegliere pesche con un colore giallo e dall'aspetto fresco. A seconda delle varietà le pesche presentano zone rosse, che NON sono un segno di maturazione ! Scegliete pesche con una media profumazione perché matureranno in seguito. Se comprate pesche mature e pronte da mangiare, allora scegliete frutti morbidi al tasto e profumati. Ricordate che questi frutti sono da mangiare subito ! Il processo di maturazione delle pesche comincia dopo la loro raccolta. Una buona maturazione si può fare anche a casa, vi spieghiamo come: mettete alcune pesche in un sacchetto di carta marrone e conservatelo a temperatura ambiente per 2 o 3 giorni; le pesche saranno mature quando risulteranno morbide al tasto e profumate. Perché usare un sacchetto di carta marrone ? Mentre le pesche stanno maturando esse producono etilene, un gas naturale che è anche un ormone naturale per la maturazione. Un sacchetto non chiuso mantiene l'etilene vicino alla frutta e aiuta la maturazione. I sacchetti di carta aiutano a prevenire l'avvizzimento perché trattengono l'umidità prodotta dalla frutta durante la maturazione. Anche i sacchetti di plastica servono ugualmente allo scopo, ma accelerano TROPPO il processo perché aumentano l'umidità in maniera consistente e di conseguenza possono causare marciume. Il sacchetto di carta è da preferirsi perché permette al frutto di respirare un po' e quindi mantiene "l'ambiente" giusto per la maturazione. Se le pesche sono mature, è meglio mangiarle subito. Se non le potete consumare subito, ricordate che potete conservarle in frigorifero per 3 o 5 giorni al massimo. Se avete pesche non ancora mature potete conservarle anche per 2 settimane. Per mangiare le pesche è necessario che siano a temperatura ambiente, quindi toglietele dal frigorifero almeno un'ora prima.

Melone

Il melone ha una quantità di vitamina A davvero alta, e questo te lo suggerisce il bel colore arancione della polpa. E ha anche un bel po' di vitamina C. Il melone, tra l'altro, è dolce e buonissimo, soprattutto quando è fresco, e si adatta a tutti i momenti del pasto: per esempio, puoi mangiarlo come antipasto insieme a qualche fetta di prosciutto crudo, oppure come dessert in una fresca macedonia o a pezzetti nel gelato.

Anguria

Il cocomero, detto anche anguria o mellone, ha infatti tutta l'allegria e la luce dell'estate, e quando lo apri ha il verde, il bianco e il rosso dell'Italia. E con tutta l'acqua che contiene è molto dissetante e rinfrescante, e dà un bel sollievo nelle giornate più calde. Pensa che la sua polpa rossa e zuccherina può essere fatta di acqua fino al 95è come una grande borraccia. E con tutta quest'acqua, come ti sarà facile immaginare, non è un frutto molto nutriente o ricco di calorie.

Castagne

La castagna è un frutto nutrizionalmente interessante, sia per l’elevato valore calorico dovuto al notevole contenuto di amidi, che per le discrete proprietà toniche dovute ad altri componenti. Ai fini di una buona digeribilità devono risultare mature e ben cotte. Molti consigliano l’impiego dietetico delle castagne per le loro proprietà energetiche, antianemiche, rimineralizzanti e antisettiche. Commercialmente si ritiene che la coltivazione specializzata sia stata introdotta dalla Repubblica di Venezia. Si trovano dati relativi ai castagneti già dal 1300. Da sempre i Marroni sono commercializzati come prodotti di pregio mentre le Castagne di varietà Rosse e Bonesi come prodotti di scambio e trasformazione (es. farine).

Uva

contiene una notevole quantità di zuccheri (una miscela di glucosio e di fruttosio con pochissimo saccarosio), molta acqua, acidi organici liberi (soprattutto acido tartarico malico), poco sodio e molto potassio e piccole quantità di vitamine ( soprattutto vitamina C e niacina). Il suo apporto calorico varia da 250 a 700 kcal al chilo a seconda delle varietà e del grado di maturazione l’uva è tradizionalmente ben vista dai medici per certe sue azioni terapeutiche antiuriche, antichetogeniche, diuretiche e di stimolo all’appetito. Esiste una teoria secondo la quale le civiltà mercantili primitive del mediterraneo si presentarono alla ribalta della storia perché le culture intensive di grano e il rovinoso brucare delle capre avevano privato, in quei paesi, il suolo del suo strato superficiale. Gli abitanti allora furono costretti a coltivare il sottosuolo, e lo fecero con culture quali la vite e l'ulivo. Si trovarono allora obligati a barattare il vino e l'olio dal grano. Tutto ciò li portò a diventare vasai ( dovendo affrontare anfore per trasportare vino e olio ), costruttori di navi, marinai e mercanti; così si accelerò il loro sviluppo industriale e commerciale.

Arance

Originaria della Cina del sud-est asiatico, l'arancia all'inizio della sua storia viene impiegata per un uso esclusivamente ornamentale o, al massimo, religioso. Il frutto fa il suo ingresso nel nostro Paese nel I secolo dopo Cristo, quando gli arabi conquistano l'Italia meridionale. Con agli arabi si diffonde anche l'uso alimentare del frutto: i califfi, infatti, scoprono che la neve dell'Etna, lo zucchero di canna e il succo degli agrumi danno origine a sorbetti dissetanti e profumati. L'arancia si impone presto come un alimento tipico delle tavole aristocratiche fino a diventare, nel corso del Rinascimento, un vero e proprio simbolo di abbondanza. Non è un caso se Botticelli, nella sua "Primavera", sceglie proprio alberi carichi di questi frutti quale sfondo della scena. Persino Garibaldi pare avesse una smodata passione per le arance dalle quali non riuscì a staccarsi neppure in occasione dell'incontro con i militari borbonici per la firma dell'armistizio di Palermo, nel 1860. E così l'eroe dei due mondi e i rappresentanti dell'esercito finirono per leggere le condizioni della tregua. Gli inizi del Novecento vedono l'affermazione dell'arancia anche sulle tavole dei delle classi meno agiate: il frutto diventa "popolare". Ma l'arancia resta pur sempre una grande riserva di sostanze… preziose. Straordinariamente ricca di qualità organolettiche e di sostanze nutritive e terapeutiche, l' arancia è un alleato ideale per un'alimentazione sana ed equilibrata. In particolare questo frutto è una inesauribile fonte di vitamina C: un bicchiere di spremuta d'arancia a colazione soddisfa l'esigenza nutritiva giornaliera di questa vitamina, che per il nostro organismo è pari a 60 mg. Ma l'arancia non è ricca solo di vitamina C. "Spremiamo" dunque questo frutto per scoprirne, nel dettaglio, composizione e valore energetico. E dopo aver spremuto l'arancia… non buttate la buccia! Questa parte del frutto, infatti, contiene sostanze che stimolano i succhi gastrici e hanno proprietà antisettiche. In infusione nel tè aiuta, poi, aiuta a digerire. Prima di usare la buccia, però, è molto importante lavarla con cura dal momento che potrebbe essere stata trattata con sostanze chimiche. Ancora meglio scegliere agrumi biologici che, anche se meno "brillanti", presentano il vantaggio di non essere trattati con conservanti e agenti di rivestimento. Le sostanze aromatiche di cui è ricca la buccia vengono usate anche in aromaterapia in quanto apportano benefici effetti sul sistema nervoso. Queste sostanze, inoltre, sono cardiotonici e stimolano la circolazione. Delle arance si fa anche un uso cosmetico. Questo frutto, infatti, viene adoperato per preparare maschere che prevengono la formazione di rughe.

 
 
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